Il mostro dei mari giapponesi: lo squalo Goblin

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Redazione - Sabato, 03 Agosto 2019

Lo Squalo Goblin ha un aspetto davvero spaventoso con il suo lungo rostro, gli occhi spalancati, una bocca dalle mascelle protrudribili (si allungano all'esterno della bocca nel momento in cui deve catturare la preda) e dai denti lunghi molto aguzzi.

Vive nelle profondità degli oceani e nel buio più completo. Il suo lungo rostro - come un'antenna - gli permette di scoprire la presenza di prede a causa dei campi elettrici che queste generano (capacità che hanno anche gli altri squali) . È molto ghiotto di calamari e granchi. 

Fu descritto per la prima volta nel 1897 da Kakhiri Mitsukuri quando fu catturato al largo delle coste giapponesi (da qui il nome di "Mitsukurina owstoni" in onore dello zoologo nipponico).


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Primo Piano

Migranti, accoglierli o no?
Super User - Giovedì, 18 Luglio 2019

C'è chi si presenta con tanto di cartello "Benvenuti" e chi, invece, proprio non li vuole. Ma è giusto o no accogliere i migranti? La regola, che dovrebbe essere valida a livello universale, è che l'uomo è per sua natura migrante. Lo è in ogni angolo del mondo e per tante persone. Oggi, invece (vuoi anche per la crisi economica internazionale, che rende tutto più difficile) ci sono gruppi di persone che non digeriscono questo fattore naturale. L'Europa su questo è profondamente divisa.

La convenzione di Dublino

La convenzione di Dublino è una stata firmata negli anni Novanta ed è applicata in Europa. Dice che quando una persona presenta una domanda di asilo in un Paese dell'Unione europea e attraversa "illegalmente" un altro Paese dell'Ue, quest'ultima nazione deve restituirla al primo Stato dove è arrivato. La Germania ha deciso di sospendere questo regolamento per i profughi siriani.

Altre nazioni (Ungheria, Slovacchia, Polonia, Repubblica Ceca) hanno detto che non sono disposte rivederle queste regole e di come sia necessario invece dare quote obbligatorie per tutti i Paesi. Quote, dunque, che si stabiliscono in Europa.

E' stato proposto un diritto d'asilo europeo, che dunque vale per tutti i Paesi dell'Unione.

Cos'è il diritto di asilo?

E' un diritto riconosciuto da una Convenzione internazionale (la Convenzione di Ginevra) che dice che viene chiamato rifugiato una persona che ha un motivo fondato di temere una persecuzione a causa di discendenza, nazionalità, religione, opinione politica, o che fa parte di un gruppo sociale. Il rifugiato non si trova nel suo Paese e non può avere la protezione di questa per timore di essere perseguitato. Il diritto di asilo è riconosciuto anche dalla Costituzione italiana (all'articolo 10)

Chi non vuole i migranti?

Tanto per fare qualche esempio, l'Ungheria ha persino costruito un muro di filo spinato per delimitare il confine con la Serbia. La Danimarca ha chiuso il traffico ferroviario con la Germania e una superstrada che collegava con la Svezia.

Chi non li voleva e ora li vuole?

La Germania nel corso delle ultime settimane ha cambiato il proprio approccio alle politiche migratorie (nel corso dei mesi ha avuto un approccio più critico quando l'emergenza era sollevata dalle nazioni del Sud, come l'Italia). Ora ha aperto le porte e la cancelliera (il capo del governo) Angela Merkel, ha dichiarato che il Paese ne accoglierà 800mila. Anche il Regno Unito si è dimostrato a favore di questa politica più aperta.

Quali sono i Paesi con maggiore "esperienza" nell'accoglienza nell'Unione europea?

Sono principalmente le nazioni che da più tempo risentono di questa emergenza causata dall'afflusso di migranti. In primis l'Italia (che soprattutto in Sicilia ha avuto e ha un 'ponte' di passaggio tra Africa ed Europa), e poi Grecia e Spagna. Tra gli stati non Ue da segnalare è il caso turco, che si trova nella prima linea delle nazioni confinanti e che da tempo ha campi profughi dedicati ai siriani.

Chi sta ospitando i profughi fuori dai confini Ue?

Oltre la Turchia, ci sono campi in Giordania, Libano, Iraq.

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Il coronavirus cinese: c'è da averne paura?
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Bibbone - Lunedì, 22 Luglio 2019

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Il coronavirus cinese: c'è da averne paura?
Super User - Lunedì, 22 Luglio 2019

download b3dc0Una febbre con una polmonite di origine sconosciuta, capace di uccidere. Così il 2020 è iniziato per Wuhan, una città di 11 milioni di abitanti della Cina del Centro-Sud (si trova a 1.100 km da Pechino, ed è tra il Fiume Azzurro e il fiume Han). 

Che tipo di virus è?
E' un nuovo betacoronavirus, chiamato 2019-nCov, simile a quello di un'altra malattia che si chiama Sars. E' un virus zoonotico.

Che vuol dire zoonotico?
Un virus è zoonotico quando si trasmette dagli animali agli esseri umani. C'è un animale intermedio che lo trasmette (in gergo, si chiama 'ospite'). In questo caso una teoria che si sta affermando sta dicendo che è passata attraverso il serpente (due specie sono le indiziate speciali: il bungaro multicinto e il cobra cinese). In Cina, il serpente, si mangia. 

Perché si chiama coronavirus?
Al microscopio ha una forma simile a una corona.

Dove è stato trovato il punto di partenza dell'epidemia?
Al mercato del pesce e di altri animali al centro della città. Appena accertato, è stato chiuso. 

Quando sono stati individuati i primi casi?
Il 31 dicembre 2019.

Quante morti ci sono state? Quanti contagi?
Al 24 gennaio in Cina ci sono stati poco meno di 1000 contagi, con 26 morti (24 solo a Wuhan). Ci sono stati altri casi in Thailandia, Taiwan, Giappone, Corea del Sud, Vietnam, Singapore, Hong Kong, Macao, Stati Uniti d'America. Si tratta di viaggiatori provenienti tutti da Wuhan. 

Cosa sta succedendo a Wuhan?
E' normale pensare come ci sia molta paura in tutta la Provincia (che, complessivamente, conta 30 milioni di abitanti). Lì sono state chiuse le vie di comunicazione da e per l’esterno (dagli aeroporti alle stazioni ferroviarie. C'è paura anche nel resto della Cina (sono state chiuse molte attrazioni turistiche, come alcune parti della Grande Muraglia, la Città Proibita di Pechino, Disneyland a Shanghai).

Quali sono i sintomi di questa malattia?
Sono febbre, tosse, raffreddore, mal di gola, l'affaticamento polmonare. Non esiste un vaccino che possa curarlo. 

Bisogna avere paura?
Se si sentono questi sintomi e non si è stati nell'area colpita, molto probabilmente è una semplice influenza (come quelle che ci sono tutti gli inverni). Il consiglio è il solito: andare sempre e comunque dal medico. Nell'Unione europea la possibilità di contagio è molto bassa. 
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Super User - Lunedì, 22 Luglio 2019

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Blu va con l'accento o senza? E i suoi composti?

Direttore - Sabato, 11 Gennaio 2020

Tutti sanno qual è il colore del cielo e del mare, ma non tutti sanno come lo si scrive. Chi avesse dei dubbi, si ricordi che blu si scrive senza accento. È semplice: si tratta di una parola composta da una sola sillaba, come tante altre, per esempio re, fu, no, tre. Niente accenti. Lo stesso vale anche per le espressioni come blu scuro, casco blu. Nel caso delle parole composte, invece, deve essere indicato su quale sillaba cade l’accento, di conseguenza si scrive rossoblù e ventitré.


il Progetto

Dubidoo è un progetto editoriale e didattico che nasce nel 2010 dopo un gravissimo fatto di cronaca. Da allora lo scopo è quello di fare informazione mirata a un pubblico di giovani lettori che troppo spesso sono travolti dalle notizie dei media tradizionali e dunque incapaci di elaborarne il reale significato.

Come la stampa e le televisioni nazionali - a misura di adulto - trattò allora il delitto di Avetrana invadendo ogni spazio pubblico - con troppa e morbosa violenza a parer nostro - ci ha spinti a impegnare risorse economiche, di tempo e professionali per dare vita al Primo Quotidiano online per Ragazzi. Da allora tutti i vari premi e riconoscimenti, i patrocini ottenuti, lo stesso progetto sono dedicati alla memoria di Sarah Scazzi.

Anche in questo sito rinnovato e in tutti i media ad esso associati verrano trattati e spiegati i fatti di cronaca da tutto il mondo. Non ci sarà spazio per la politica se non per le Istituzioni repubblicane. Tratteremo tutte le notizie col nostro metodo semplice e chiaro ma cercando di spiegare perché accadono le cose anche quelle brutte. E a non averne paura.

Infine un ringraziamento particolare e sentito va a tutti quei giovani uomini e a tutte quelle giovani donne che in questi anni ci hanno dato una mano. Siamo cresciuti noi e sono cresciuti loro. Oggi sono professionisti stimati e dal cuore grande, proprio come Dubidoo.

Grazie!


La redazione